© Roberto Mazzarelli 2019

Gli aspetti irrilevanti

 

I cinema sono pieni, le strade sono vuote, c'è puzza di polvere da sparo nell'aria. La gente ha già smesso di festeggiare, la digestione viene aiutata da un gaviscon e si pensa all'anno che verrà. Conosco questa sensazione, quel sollievo che si prova soltanto dopo la fine di una festa prolungata. Per alleviare questo entusiasmo ho messo su ancora una volta un disco di Springsteen, Nebraska per l'esattezza, e decido di leggere il nuovo libro di Sorrentino. 


Che bello ragazzi, che scrittura, che fantasia. Possibile che abbiamo un genio in questo paese e ancora non ce ne siamo resi conto. Mettete da parte gli oscar e i film, Sorrentino era ed è prima di tutto un grande scrittore. Ne avevo avuto il sentore da quel primo romanzo, Hanno tutti ragione, ne avevo avuto una mezza conferma con Tony Pagoda e i suoi amici e ora ne attesto finalmente la sua essenza.

 

Gli aspetti irrilevanti non è un romanzo, ma un campionario di vite, un catalogo dei fallimenti dell'essere umano, un esperimento che puzza di una psicologia antiquata, come quella di Cesare Lombroso, ma più che mai azzeccata se si pensa alle fotografie di Jacopo Benassi, da cui Sorrentino parte per dare vita alla sua fantasia sfrenata, cinica, disarmante.

 

Gli aspetti... irrilevanti, quelli che gli altri non dicono, non raccontano.

 

Gli aspetti... irrilevanti, in carne ed ossa, veri, come la merda. 


Buon anno a tutti!

 

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